Samurai 8 La Leggenda di Hachimaru

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Finalmente, dopo cinque lunghi anni di assenza dalla scena editoriale giapponese, torna con grande potenza e coraggio Masashi Kishimoto, maestro mangaka che ha dato vita a Naruto, uno degli shonen più riusciti e di successo degli ultimi vent’anni. L’autore ha fatto il suo ritorno nella pubblicazione seriale con Samurai 8: La Leggenda di Hachimaru (Samurai Eito: Hachimaruden) accompagnato ai disegni da Akira Okubo, assistente di lunga data di Kishimoto con il quale ha già collaborato per anni alla pubblicazione di Naruto e che conta un paio di pubblicazioni one-shot con Shueisha.

Samurai 8 Masashi Kishimoto

Quando è stato annunciato l’arrivo di un nuovo manga di Kishimoto, sono stato investito da emozioni contrastanti. Naruto è stato il primo fumetto giapponese che io abbia letto e, in un certo qual modo, ha segnato l’inizio della mia vita da nerd/otaku. L’opera di Masashi è per me ancora oggi uno dei migliori esempi di manga shonen.

Non posso, però, negare la delusione segnata dagli ultimi anni di pubblicazione di Naruto, che hanno portato ad un impoverimento sempre maggiore del manga la cui conclusione non è stata assolutamente degna della bellezza del fumetto ai tempi delle saghe di Pain.

Proprio per questa ragione, il primo tankōbon di Samurai 8 La storia di Hachimaru è rimasto sulla mia scrivania per qualche giorno, prima che trovassi il coraggio di prenderlo in mano ed immergermi nella lettura. Avevo paura che il mangaka avesse perso il suo smalto.

Che dire: mi sbagliavo, alla grande.

Sì perché questo nuovo manga di Kishimoto e Okubo mi è piaciuto moltissimo e ha risvegliato in me emozioni che solo il Naruto dei tempi d’oro riusciva a farmi provare. E’ un manga coraggioso e che preannuncia un’opera immaginaria mastodontica che già in questo primo volume mostra le sue basi in modo deciso.

La trama di Samurai 8

#01 La prima chiave, il primo volume della serie, comincia con una profezia la cui risoluzione porterà a rivelare il modo per salvare la galassia. Perché è questo il compito dei Samurai e il loro codice d’onore: difendere la galassia. Per farlo, però, è necessario trovare lo scrigno di Pandora, dove il Dio Guerriero Acala racchiuse il modo per salvare le stelle. Servono però ben 7 chiavi (7 samurai) per aprire lo scrigno, e la loro ubicazione è ignota.

Daruma, samurai al quale è stata affidata la profezia, si imbatterà in Hachimaru, giovane e sfortunato protagonista le cui condizioni risultano critiche, proprio durante la sua ricerca delle chiavi. Il ragazzo, a causa di un corpo debole e malato, è costretto a vivere attaccato a dei grossi tubi che gli consentono di restare in vita, senza poter mai uscire di casa. L’unica distrazione è un videogioco nella realtà virtuale che ricalca le avventure preannunciate nella profezia.

Il sogno di Hachimaru? Apprendere la quintessenza di un samurai e diventare a tutti gli effetti un guerriero forte e coraggioso per combattere in difesa dalla galassia. Per questo, all’arrivo di Daruma, gli chiede di poter divenire suo allievo, per avverare il suo sogno.

Samurai 8 Recensione

Nel mentre Furuta, padre di Hachimaru, si reca ad un incontro per procurarsi l’ultimo fondamentale componente che gli permetterà di assemblare un supporto mobile grazie al quale il figlio potrà finalmente uscire di casa. Qui incontro un ronin, un malvagio samurai decaduto. Questo gli racconta che i samurai acquisiscono i loro poteri grazie alle locker ball, piccoli pianeti creati dal Dio Guerriero Acala, e che la mancata compatibilità con uno di questi artefatti provoca la morte. Il ronin è però interessato alla “spada Succhiasangue“, il contenitore dell’anima di Dojigiri Takatsuna. Estratte le informazioni dalla mente di Furuta, il ronin si appresta a prelevare la spada dalla casa del vecchio. Nel farlo si imbatte in Daruma, con il quale ingaggia un combattimento con Daruma. Dopo averlo messo fuori gioco si rivolge a Hachimaru, spiegandogli che l’anima del samurai si trova all’interno del suo corpo. Per prelevarla lo istiga a suicidarsi tramite seppuku, così da salvare il padre e farlo accedere alla Succhiosangue. Per amore del padre il ragazzo si uccide, ma grazie al suo sacrificio la locker ball lo ritiene compatibile, trasformandolo in un vero samurai, come aveva sempre sognato di essere. Grazie ai nuovi poteri anche il suo pet holder Hayataro, un animale robotico precedentemente distrutto durante il combattimento, si trasforma in un incredibile Key Holderd, il compagno animale del samurai Hachimaru, grazie al quale supporto riuscirà a sconfiggere il ronin e salvare suo padre.

Da qui inizia la storia di Hachimaru e la sua avventura come samurai.

La recensione

Un nuovo universo, una nuova sfida

Sfogliando le prime pagine di questa nuova avventura di Kishimoto risalta subito all’occhio l’intenzione del mangaka di creare un nuovo universo dato dall’unione di elementi del folklore giapponese e di un’ambientazione dal setting fantascientifico (come pare stia facendo anche Hiro Mashima con Edens Zero). L’autore si era già distinto per il suo grande spirito d’immaginazione creando il mondo di Naruto e tutte le regole che lo governavano, ma in quest’opera sembra voler puntare ancora più in alto, creando un’intera galassia mediante un world building dall’enorme potenziale, ricco di elementi e storie. Da qui si denota anche il coraggio dell’autore, il quale si mette subito in gioco provando qualcosa di complesso, originale e mastodontico, cercando di dare vita ad un’intera galassia che piaccia ai suoi lettori. Non per questo, però, si lascia sfuggire l’occasione di farsi ispirare da altri battle-shonen, come Shaman King. Il potere dei samurai ricorda infatti quello degli sciamani, in grado di unire gli spiriti alla propria arma. Troviamo citazioni anche allo stesso Naruto, del quale possiamo notare alcuni elementi in comune, come: l’armatura dei samurai, molto simile al Susanoo, l’uso dei simboli e di alcuni oggetti, come il visore per la realtà aumentata usato da Hachimaru, che ricordano i copri-fronte utilizzati dagli shinobi.

Lo spirito e il futuro del manga

Ancora una volta Kishimoto riesce a dare vita ad un fumetto che spazia sapientemente fra momenti di leggerezza e profondità in grado di creare una storia emozionante, intrigante, curiosa e divertente.

Samurai 8 Volume 02 Per il bene di chi e di cosa

I semi piantati dall’autore lasciano intendere grandi cose per Samurai 8, vuoi per le sue fantastiche ambientazioni, per lo spirito che si respira, per gli interessanti elementi narrativi sparsi qua e là e per i personaggi ben delineati e caratterizzati. E in questo spicca Hachimaru, protagonista che nonostante le similitudini con Naruto vi si discosta abbracciando temperamenti e cliché narrativi più simili a quelli adottati da Izuku Midoriya di My Hero Academia e Asta di Black Clover. Il giovane samurai era dato come senza speranze, come se nel suo futuro non vi potesse essere altro che idolatrare i samurai in modo sognante. Eppure, grazie al coraggio e alla forza di volontà, gli viene donato un potere indescrivibile, cambiando per sempre il suo destino. E le sue azioni, da quel momento in poi, sono le più naturali e genuine, come il bisogno di rivalsa, la ricerca della libertà e la voglia di cambiare e puntare in alto, per avverare i propri sogni.

Gli avvenimenti dei primi due tankōbon

Ad oggi sono usciti soltanto due volumi di Samurai 8, ma dal ritmo che lo sceneggiatore impone si capisce la sua intenzione a concludere il manga intorno alla decina di numeri. Il secondo volume, 02 Per il bene di chi e di cosa, è infatti ancora più denso di elementi narrativi del primo numero e vede l’intreccio di molte sotto-trame incastonarsi in un disegno più grande. Masashi Kishimoto condensa un gran numero di concetti e avvenimenti tratteggiandoli con il suo spirito forte ed emozionale. Anche grazie ad Okubo, la sceneggiatura è emotivamente potente, sia per il carisma dei personaggi che per la loro caratterizzazione. I singoli personaggi sono splendidamente disegnati e ogni loro azione è coerente allo stesso. Fra i più interessanti si aggiunge anche An, l’apprendista principessa destinata ad Hachimaru. Ma a spiccare nel secondo volume è sicuramente il rapporto fra l’apprendista samurai e suo padre, il professor Furuta, il quale scopriamo avere un ruolo fondamentale nella salvezza, o distruzione, della galassia.

I disegni e quel tratto caratteristico di Okubo

Fin dalle prime tavole si capisce la grande affinità fra Kishimoto e il suo collaboratore Akira Okubo, il quale nulla ha da invidiare a disegnatori più noti e acclamati.

Disegni Samurai 8

Il suo tratto è molto simile a quello dell’autore di Naruto e si sposa alla perfezione con il ritmo avvincente della narrazione, grazie a disegni fluidi e dinamici che danno il meglio anche nelle scene di combattimento più frenetiche. Il suo tratto e la sua bravura emergono però nei paesaggi, ai quali dona un tocco di magia e spettacolo grazie alla grande precisione e cura del dettaglio. I paesaggi di Okubo sono sognanti e da essi emerge tutto lo spirito del manga e del disegnatore.

Non ci resta che leggere i prossimi capitoli per andare a conoscere le prossime chiavi e quello che ha in serbo per noi lettori il maestro Kishimoto.

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