Firewatch è un’avventura grafica sviluppata nel 2016 da Campo Santo Productions ed è, a mio parere, uno dei migliori titoli di questo genere in circolazione.

Trama di Firewatch

Il videogioco è ambientato nella Foresta nazionale di Shoshone (Wyoming) durante l’estate del 1989, circa un anno dopo il grande incendio che colpì il vicino Parco nazionale di Yellowstone.

Firewatch Campo Santo

Il giocatore si ritrova coinvolto in prima persona nei panni di Henry, un uomo di 39 anni che, in seguito a un avvenimento per nulla felice della sua vita, decide di accettare un posto come guardaboschi nel parco nazionale. Un lavoro scelto apposta per allontanarsi da tutto e da tutti e riflettere sulla propria vita e sul proprio futuro.

Ma passare un’intera estate da solo in mezzo al bosco farebbe impazzire chiunque. Per fortuna il suo capo è Delilah, una donna che, nonostante lui non possa vedere di persona, gli tiene compagnia comunicando tramite radio, prima spiegandogli il suo lavoro e affidandogli delle missioni da compiere, poi diventando un’amica preziosa, essendo l’unico contatto umano che Henry possa avere.

Tutto sembra procedere bene e con tranquillità, almeno finché due ragazze spariscono all’interno del parco e con la loro scomparsa vengono a galla misteri e segreti che forse era meglio tenere nascosti.

Dinamica di gioco

Le modalità di gioco e i comandi, come dovrebbe essere per ogni avventura grafica, sono semplici, rendendo Firewatch adatto anche ai gamers meno esperti.

Il gioco ti permette di esplorare il mondo circostante camminando tra i boschi, scalando rocce e calandosi con la fune da dirupi, regalando così un’esperienza di immersione totale.

A rendere ancora più immersiva e realistica l’esperienza di gioco è l’utilizzo necessario della mappa e della bussola per orientarsi nel parco. Per una persona che, come me, ha il senso dell’orientamento di Roronoa Zoro, l’utilizzo di questi attrezzi non è da subito intuitivo, ma ci si prende mano in davvero poco tempo, finendo per domandarsi perché non si sia già stati assunti come ranger in un parco nazionale.

Firewatch videogioco

Lungo il percorso si troveranno vari oggetti con cui interagire, in particolar modo delle cassette riservate ai guardaboschi, in cui vengono lasciate provviste e altri oggetti utili.

Un consiglio che mi sento di dare è quello di comunicare costantemente con Dalilah, riferendole di ciascun oggetto che trovate lungo la strada e ogni volta che vi appare l’icona con la ricetrasmittente. Essendo un’avventura grafica, la storia ha il focus rispetto all’azione o all’esplorazione del mondo, quindi prestate particolare attenzione a questi dialoghi o vi perderete pezzi importanti di trama.

Le scelte

Questo gioco, a differenza della maggioranza delle avventure grafiche, pur presentando varie scelte lungo il percorso, non permette di alterare il finale.

E non si tratta, come nel caso di Life is Strange, di un finale binario, no no: qui si parla di un finale prestabilito, un unico percorso che non può essere cambiato dalle nostre decisioni. Questo può di certo far sentire “traditi” i fan del genere, ma credo sia chiaro fin da subito o quasi che le scelte a disposizione non presentano bivi che potrebbero alterare la trama, ma al massimo modificare leggermente i dialoghi.

Quindi se per voi è indispensabile che il finale dipenda dalle vostre decisioni, beh, che dire, Firewatch non è il gioco che fa per voi.

Se invece l’idea di avere un finale prestabilito vi va bene purché la trama sia interessante e i dialoghi piacevoli, allora questo titolo sicuramente non vi deluderà.

Recensione finale

La mia opinione generale è che Firewatch sia una delle migliori avventure grafiche a cui io abbia mai giocato: in poche ore di gioco offre un’avventura indimenticabile, che resterà sicuramente con me per anni, e una rollercoaster emotiva degna di nota.

Questo gioco non è semplicemente un’indagine, né la storia di un guardaboschi alle prese con dei piromani.

È molto, molto di più.

È una storia alla scoperta di sé e di ciò che ci è necessario, è una storia di perdite, di delusioni e di sofferenze, ma anche di speranze e sogni.

Sì, concordo con i tanti che hanno trovato come difetto principale il finale, ammetto che ha deluso anche me, non per il fatto che fosse unico e prestabilito, ma per il suo valore emotivo e simbolico.

Ma dopo aver sbattuto la testa su ogni parete disponibile per venire fuori e aver letto decine di recensioni, sono arrivata alla conclusione che una volta compreso il vero significato del gioco anche quel finale risulti poetico e degno di nota.

Dettagli:

Sviluppatore: Campo Santo

Piattaforme: Store PlayStation, Steam, Xbox, Mac App Store e Nintendo Switch.

Lingua: Attualmente è disponibile solo in inglese.

Data di uscita: 09 febbraio 2016

Requisiti per PC

Requisiti minimi

  • Processore Intel Core i3-2100 (3.1 GHz) / AMD A10 5800k (3.8 GHz)
  • 6 GB RAM
  • Scheda video GeForce GT 450 (1024 MB) / Radeon HD 4890 (1024 MB)
  • 4 GB di spazio libero

Requisiti consigliati

  • Processore Intel Core i7-950 (3.0 GHz) / AMD FX-4300 (3.8 GHz)
  • 8 GB RAM
  • Scheda video GeForce GTX 770 (2048 MB) / Radeon HD 7770 (1024 MB)
  • 4 GB di spazio
RASSEGNA PANORAMICA
Trama
Scelte
Ambientazione/atmosfera
Modalità di gioco
Grafica
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Lettrice a tempo pieno, meme maker a tempo perso, per vivere lavora nel marketing e comunicazione, ma niente di serio. Di notte sogna di poter accedere al Mare senza stelle, di giorno di solcare i mari con l'unico vero capitano, Inej Ghafa. Quindi sì, non c'è mai davvero con la testa.

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