Non c’è alcun dubbio sull’argomento: la guerra è brutta. Non c’è nulla da idolatrare nelle stragi o nelle sofferenze di intere nazioni. È anche vero, però, che proprio per le tematiche che emergono durante i conflitti e per le storie che meritano di essere tramandate, la guerra rappresenta un’occasione ideale per registi e sceneggiatori: i film di guerra permettono di testare i limiti della cinematografia e dello storytelling, affondando le mani nelle storie più vere e cruente, raccontando satiricamente gli eventi accaduti o sperimentando soluzioni registiche originali e uniche.
Le pellicole sulle guerre sono un mezzo per non dimenticare le atrocità del passato e, purtroppo, del presente. E ogni regista ha il suo modo di rappresentarle: c’è chi sceglie il realismo documentaristico, chi la satira, chi decide di non mostrare mai il fronte e di lasciarlo fuori campo, come rumore di sottofondo.
Negli ultimi anni il genere è cambiato parecchio. Accanto ai grandi classici sono arrivati film che hanno riscritto le regole: adattamenti che vincono l’Oscar, ricostruzioni minuto per minuto costruite sulla memoria dei veterani, opere che raccontano lo sterminio senza mostrarne un fotogramma. Per questo abbiamo rifatto la classifica da zero, portandola a venti titoli.
Vediamo insieme quelli che noi di Contea Geek consideriamo i migliori film sulla guerra, quelle pellicole che non ci stanchiamo mai di guardare, nonostante la complessità e la brutalità del tema.
15. Mediterraneo (1991)
Al decimo posto della nostra classifica dei film sulla guerra più belli troviamo un film del nostro paese, uno di quei titoli che possiamo tranquillamente inscrivere fra i migliori film italiani di sempre. Premio oscar al miglior film straniero nel 1992, Mediterraneo racconta la storia di un gruppo di soldati italiani inviati a presidiare una piccola isola del mar Egeo. Qui, lontani dalla patria, e soprattutto dal vivo del conflitto, finiranno per innamorarsi sempre di più del territorio che dovrebbero occupare, rendendo il loro compito sempre più difficile.
Diretto dal regista Gabriele Salvatores e interpretato da un cast stellare (Diego Abatantuono, Claudio Bisio e Giuseppe Cederna, solo per nominarne alcuni), Mediterraneo è un film estremamente malinconico e nostalgico, ma che, come molti film italiani, non manca di momenti più leggeri, in grado di far scaldare il cuore a tutti. Un film sulla Seconda guerra mondiale diverso dal solito, ma che vi consigliamo calorosamente.
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14. Il pianista (2002)
La storia vera di Władysław Szpilman, pianista ebreo polacco sopravvissuto alla distruzione del ghetto di Varsavia. Palma d’oro a Cannes e tre Oscar, tra cui quello a un Adrien Brody che qui costruisce la sua carriera intera.
Il pianista, diretto da Roman Polański, è un film sulla Seconda guerra mondiale senza battaglie: il conflitto lo si vede da una finestra, attraverso le crepe di un muro, dentro appartamenti abbandonati. È la guerra vissuta da chi non combatte, e la sua forza sta nella progressiva riduzione del protagonista a corpo affamato che si nasconde. La scena della sonata suonata davanti all’ufficiale tedesco è uno di quei momenti di cinema che non si dimenticano.
13. Dunkirk (2017)
Il film di guerra di Christopher Nolan è, com’era prevedibile, prima di tutto un film sul tempo. Tre linee narrative — un molo lungo una settimana, un mare lungo un giorno, un cielo lungo un’ora — montate insieme fino a convergere. Detta così sembra un esercizio di stile; sullo schermo è il modo più efficace mai trovato per rendere la sensazione soggettiva di essere in pericolo, dove un minuto dura un’ora e un giorno passa in un lampo.
Dunkirk è anche notevole per ciò che rinuncia a fare: quasi nessun dialogo, nessun retroscena sui personaggi, nemmeno un nemico mai davvero inquadrato. È una ritirata raccontata come thriller di sopravvivenza, con la colonna sonora di Hans Zimmer costruita sull’illusione acustica dello Shepard tone, una scala che sembra salire all’infinito.
Tre Oscar tecnici, tra cui montaggio e sonoro. Uno dei vertici della filmografia di Nolan, e uno dei pochi film sulla guerra recenti pensato davvero per la sala (una pellicola senza dubbio più riuscita di The Odyssey, ma personalmente meno di Tenet).
12. Flyboys – Giovani aquile (2006)
Giovani aquile, film sulla Prima guerra mondiale del 2006 diretto da Tony Bill, racconta la vera storia di un reparto di volontari americani che si arruolano nella squadriglia francese Lafayette per sostenere il popolo d’oltralpe. Tra battaglie aeree, addestramenti e colpi di scena, questo film vi terrà con il fiato sospeso e vi farà commuovere e conoscere anche questo lato della Grande Guerra.
Interpretato da James Franco, Martin Henderson e Jean Reno, Flyboys rappresenta uno dei migliori film di guerra di sempre ed è particolarmente interessante per la scelta di raccontare le storie degli aviatori, spesso trascurate nei titoli di guerra.
11. Land of mine (2015)
Le sofferenze della guerra non si interrompono al cessare del fuoco e Martin Zandvliet, regista di Land of Mine (Sotto la sabbia), rappresenta perfettamente questo dilemma, raccontando uno degli episodi meno conosciuti dell’immediato Dopoguerra, quando dei giovanissimi prigionieri di guerra tedeschi vennero impiegati nello sminamento di un lembo di spiaggia della Danimarca.
Land of mine è una storia che parla di desiderio di giustizia, di vendetta e di rivalsa, sentimenti che però si tramutano velocemente in atti di violenza feroci e moralmente discutibili.
Un film che colpisce al cuore dello spettatore, con l’obiettivo di sensibilizzare la coscienza e aprire gli occhi.
10. La sottile linea rossa (1998)
In La sottile linea rossa, film del 98 scritto e diretto da Terrence Malick, regista tanto bravo quanto poco prolifico, abbiamo il piacere di assistere ad un cast stellare che comprende Jim Caviezel, Sean Penn, Adrien Brody e George Clooney nei panni di un reparto dei marines, precisamente la compagnia di fucilieri Chiarlie, incaricato di mettere in sicurezza Henderson Field, conquistare l’isola di Guadalcanal in mano ai giapponesi e bloccare la loro rotta verso l’Australia durante la Seconda Guerra Mondiale.
Tra i migliori film sui navy seals, questa pellicola carica di simbolismo non potrà che sorprendere ed emozionare chiunque attraverso la narrazione della follia della guerra e i doveri impliciti di cui si fanno carico i soldati. Una pellicola drammatica e difficile sulla guerra che non abbiamo paura di ritenere un capolavoro.
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9. Lettere da Iwo Jima (2006)
Lettere da Iwo Jima, il secondo film della duologia di Clint Eastwood, di cui il primo è Flags of our fathers, racconta ciò che c’è dall’altra parte del fronte: un Giappone sofferente e destinato alla sconfitta, ma che continua a resistere e soprattutto a onorare il proprio codice etico e morale, anche a costo del sacrificio umano.
Con questa pellicola, Clint Eastwood ci regala una regia impeccabile e senza fronzoli e una storia straziante e commovente e, non per ultimo, uno sguardo all’umanità del nemico. La visione delle due pellicole è imprescindibile e riesce a narrare la guerra in modo lucido e drammatico, senza americanismi.
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8. Jojo Rabbit (2019)
Dal regista di quel pazzo Thor Ragnarock non poteva non arrivare una commedia brillante e colorata, ricca di personalità e travolgente. Ecco, forse non ci aspettavamo che parlasse di nazisti.
Il protagonista di questo film è Jojo, un bambino della gioventù hitleriana che idolatra a tal punto il furer da aver creato un amico immaginario a sua immagine e somiglianza, ovviamente, in base a come può immaginarlo Jojo, cioè una versione molto infantile e buffonesca dell’uomo reale.
Questo film riesce esattamente nel suo intento: raccontare la seconda guerra mondiale e soprattutto il regime nazista visti con gli occhi di un bambino innocente e spensierato, che però deve affrontare le drammaticità della guerra e scendere a patti con la realtà, che non è quella che immagina.
Tra i film sulla guerra è senza dubbio il più ironico e demenziale, ma allo stesso tempo uno dei più artistici e semplicemente magnifici che si siano mai visti.
7. Niente di nuovo sul fronte occidentale (2022)
L’adattamento tedesco del romanzo di Erich Maria Remarque è stato il film di guerra più premiato degli ultimi anni: quattro Oscar, tra cui miglior film internazionale, fotografia e colonna sonora.
Ed è un caso interessante di adattamento che tradisce per essere fedele: il film si prende parecchie libertà rispetto al libro, aggiunge un’intera linea narrativa sui negoziati dell’armistizio e cambia il finale. Eppure resta fedelissimo alla cosa che conta, cioè l’idea che la Grande Guerra sia stata una macchina industriale per macinare ragazzi entusiasti, e che l’entusiasmo del primo giorno e il fango dell’ultimo siano parte dello stesso inganno.
La sequenza dell’assalto con i carri armati Saint-Chamond è tra le più terrificanti mai girate, e la scelta di far durare il film ben oltre il punto in cui uno spettatore vorrebbe che finisse è deliberata e crudele. Uno dei migliori film sulla Prima Guerra Mondiale insieme a 1917, ed è affascinante quanto siano diversi.
6. Bastardi senza gloria (2009)
Non saremo mai in grado di elogiare a sufficienza questo film, un film che abbiamo consumato a forza di rivedere. Senza dubbio tra i migliori film di Quentin Tarantino, Bastardi senza gloria racconta una versione della storia non proprio realistica, una sorta di sogno del regista su come sarebbero potute andare le cose alla fine della Seconda guerra mondiale.
Ricco di momenti indimenticabili e con un cast stellare, Inglourious Basterds raggiunge picchi di perfezione inarrivabili per la maggior parte dei film ed è la dimostrazione di come anche un film che parla della Seconda guerra mondiale possa lasciare spazio a sperimentazioni e scelte registiche iconiche che lo hanno consacrato ad uno dei film più belli mai diretti.
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5. Full Metal Jacket (1987)
Un film spaccato in due metà che quasi non si parlano, e che proprio per questo funziona. La prima ora, nel campo di addestramento di Parris Island, è una delle cose più impressionanti che Kubrick abbia mai girato: la fabbricazione di un soldato mostrata come smontaggio sistematico di un essere umano, con il sergente Hartman (R. Lee Ermey, istruttore vero) a recitare litanie di insulti diventate storia del cinema.
La seconda metà, in Vietnam, è deliberatamente più dispersiva, più sporca, più priva di direzione. Molti la considerano inferiore. A noi sembra il punto: dopo aver visto come si costruisce la macchina, guardarla girare a vuoto in una città in rovina è esattamente la conclusione logica.
Insieme a Platoon e ad Apocalypse Now forma il trittico definitivo sul Vietnam, e curiosamente è quello che parla meno del Vietnam e più di come si insegna a un uomo a uccidere. Senza dubbio una fra le pellicole più forti e riuscite di Stanley Kubrick.
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4. Platoon (1986)
Il giovane Chris Taylor si è arruolato volontariamente per la guerra del Vietnam, ma non sa che cosa l’aspetta. Crudo e senza fronzoli, questo film racconta, con gli occhi di una giovane recluta, la straziante sofferenza della guerra del Vietnam e i dilemmi morali che essa comporta.
È un viaggio nella paura, in un crescendo di esasperazione, che porta a una presa di coscienza per il protagonista, che dirà: “Non abbiamo combattuto contro il nemico, abbiamo combattuto contro noi stessi. E il nemico era dentro di noi“.
Un classico intramontabile scritto e diretto da Oliver Stone.
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3. 1917 (2019)
Diventato famoso soprattutto per il suo comparto tecnico d’eccellenza, 1917, pellicola girata da Sam Mendes, non è soltanto un finto piano sequenza. Per quanto la trama sia lineare, due soldati devono consegnare un ordine di ritirata prima dell’alba, i personaggi, la colonna sonora e le immagini creano atmosfere in cui la sofferenza e la paura si mescolano alla poesia e alla speranza.
La scelta del piano sequenza non è un vezzo: incatena lo spettatore al tempo reale dei protagonisti, impedendogli quella scappatoia che ogni stacco di montaggio normalmente concede. Non puoi saltare avanti, devi attraversare il campo insieme a loro. La sequenza notturna tra le rovine illuminate dai bengala è una delle cose più belle viste al cinema negli ultimi anni.
Nominato agli Oscar come miglior film nel 2020, ne ha vinti tre tecnici, tra cui quello alla fotografia di Roger Deakins. Un film che dovrebbe essere studiato a scuola di cinema.
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2. Apocalypse Now (1979)
Non è propriamente un film di guerra, più che altro un film sulla discesa nella follia che usa la guerra come fiume da risalire. Francis Ford Coppola prende Cuore di tenebra di Conrad, lo trapianta nel Vietnam e ne ricava un’allucinazione di due ore e mezza che a distanza di quasi cinquant’anni non ha perso un grammo di potenza.
L’attacco degli elicotteri sulle note della Cavalcata delle Valchirie è entrato talmente a fondo nell’immaginario collettivo da essere stato citato, parodiato e svuotato mille volte, eppure rivisto in sequenza resta terrificante: perché è girato come uno spettacolo, e ti accorgi solo dopo che stai guardando un massacro di civili con la stessa eccitazione dei soldati.
La produzione è a sua volta leggendaria (tifoni, un infarto, Brando che arriva sul set senza aver letto il libro) e in qualche modo il caos è finito dentro il film. Palma d’oro a Cannes. Se ne guardi uno solo tra tutti quelli in questa lista, e hai lo stomaco per farlo, guarda questo.
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1. Salvate il soldato Ryan (1998)
Non potevamo non mettere al primo posto il re indiscusso dei film sulla guerra, un capolavoro che Steven Spielberg ha confezionato in modo esemplare. Ambientato durante lo sbarco in Normandia e incentrato su una squadra impegnata in una missione al limite del suicidio (recuperare l’ultimo di quattro fratelli, gli altri tre già caduti) rappresenta il meglio che questo genere possa offrire.
Alle scene d’azione dei giorni del D-Day si alternano momenti strazianti che ci ricordano quanto dolore comporti la guerra, e quanto anche un solo uomo possa fare la differenza.
I primi ventisette minuti a Omaha Beach hanno ridefinito il modo in cui si girano i film di guerra, punto. La camera a spalla, l’otturatore modificato per rendere il movimento scattoso, il sonoro che si ovatta quando il capitano Miller va in shock: praticamente ogni film di questa lista uscito dopo il 1998 deve qualcosa a quella sequenza, compresi quelli che l’hanno usata per contestarla.
Ed è anche un film più complesso di come lo si ricorda: la missione al centro è, dichiaratamente, matematicamente assurda(otto uomini rischiati per uno) e il film lo sa e ci costruisce sopra il suo dilemma morale. Cinque Oscar, tra cui la regia.