Netflix, questa volta, ha fatto jackpot.

Sì perché I Am Not Okay With This è uno dei titoli più interessanti e ben costruiti di tutto il catalogo originale, una serie ben realizzata che sfrutta tutti gli elementi di punta delle produzioni precedenti unendole in un prodotto eccellente, fresco e davvero piacevole da guardare.

Ad assicurare il già preannunciato successo della serie televisiva sono stati principalmente quattro fattori. Il cast, proveniente direttamente da It – Capitolo uno e due, che vede come protagonisti i giovani Wyatt Oleff e Sophia Lillis, attrice dal grandissimo talento e potenziale che sono certo avremo modo di vedere spesso in futuro. La durata degli episodi, di circa 20 minuti l’uno, i quali garantiscono un ritmo della narrazione incalzante e veloce, privo dei tipici momenti inutili e diluiti dei quali le produzioni fanno uso per allungare il brodo. Il regista, Jonathan Entwistle, che già avevamo visto al lavoro in The End of the F***ing World. E, soprattutto, la storia.

I Am Not Okay with This cast

Una serie dal successo preannunciato

I Am Not Okay With This è l’adattamento dell’omonima graphic novel scritta da Charles Forsman, lo stesso fumettista che aveva dato alla luce quel piccolo capolavoro di The End of the F***ing World. Fin dal primo minutaggio si possono infatti riscontrare tutti gli elementi narrativi e tecnici che le due serie condividono.

Tralasciando la durata degli episodi, l’aspetto più simile che emerge dalle due serie è la presenza di protagonisti giovani e atipici con alle spalle dinamiche personali e familiari piuttosto complesse. Sydney e Stanley non rappresentano certo i soliti stereotipi americani, ma individui unici, ben scritti e ben sviluppati. Hanno pregi e difetti, caratteristiche e dettagli unici e originali, ma nella loro stranezza rimangono sempre credibili e coerenti alla narrazione.

Certo si fa sentire anche il tocco del regista, il quale imprime il suo particolare taglio che avevamo già potuto vedere e apprezzare nella serie precedentemente diretta. A livello tecnico, infatti, I Am Not Okay with This è una serie spettacolare, con una fotografia molto curata e scene costruite magistralmente.

i am not okay with this Sophia Lillis

Fin dai primi fotogrammi emerge inoltre la chiara ispirazione a Carrie, primo romanzo di Stephen King dal quale proviene l’ambientazione liceale, i complessi rapporti con la madre e i superpoteri cinetici di Sydney. In questa serie, infatti, si scorge il tipico tratto della narrazione Kingiana, la quale non si sofferma soltanto nel raccontare gli elementi soprannaturali che accadono, ma approfondisce anche le dinamiche personali dei protagonisti e la caratterizzazione della società nella quale sono immersi. La serie non porta in scena solo la complessità delle dinamiche scaturite dall’acquisizione di poteri soprannaturali, ma tratta in modo opportuno, preciso e emozionante anche tematiche complesse come la sessualità, l’abbandono e l’amicizia.

Non per questo l’elemento supernatural viene tralasciato ma, anzi, essendo supportato da personaggi e ambientazioni ben strutturate risulta ancora più efficace e potente, per quanto sia evidente la strizzata d’occhio a Undici di Stranger Things.

Aspettando la seconda stagione

La serie corre veloce e si fa letteralmente divorare anche grazie al minutaggio perfetto per le sessioni di binge watching. Così gli spettatori, ormai affezionatosi a questi particolari e simpatici personaggi e alle loro stranezze rimane con quel vuoto che solo le belle serie riescono a creare.

Ci sono tante domande alle quali bisogna ancora dare risposta e la voglia di vedere i protagonisti di I Am Not Okay with This sul piccolo schermo è veramente alta.

Non ci resta quindi che aspettare la prossima stagione, sperando arrivi in fretta.

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