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Locke & Key, recensione del teen-drama horror su Key House

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Locke & Key recensione

Locke & Key è il nuovo tentativo di Netflix di solcare l’onda del successo riscosso delle trasposizioni di fumetti young americani. In questi anni, infatti, il catalogo della piattaforma ha già visto la presenza titoli come The End of the F***ing World e Le terrificanti avventure di Sabrina, serie TV estratte anch’esse da fumetti le quali hanno ottenuto un enorme apprezzamento del pubblico. A sua volta, Locke & Key è basata sull’omonimo fumetto scritto da Joe Hill, il figlio di Stephen King, e illustrato da Gabriel Rodríguez.

L’adattamento dei fumetti è stato curato da Carlton Cuse, noto sceneggiatore e showrunner che aveva già lavorato anche su Lost, assieme a Meredith Averill e Aron Eli Coleite, noto soprattutto per la serie Heroes.

Key House

Locke & Key è una serie teen dai tiepidi rimandi horror, condita da elementi soprannaturali e fantasy, che racconta la storia di tre fratelli i quali, in seguito al brutale omicidio del padre, si trasferiscono in una casa nel Massachussetts nota come Key House, una villa di famiglia attorno alla quale si raccontano storie e leggende terrificanti. Qui scopriranno che la casa ancestrale nasconde davvero qualcosa: delle chiavi magiche. Ognuna di queste è segretamente celata nei meandri di Key House e permette al suo utilizzatore di ottenere una grande varietà di poteri e abilità. Ma anche qualcun altro è alla ricerca di quelle chiavi, un demone che sembra essere disposto a tutto pur di riuscire ad entrarne in possesso.

Dall’horror al teen-drama

Dalle prime puntate, lo spettatore ha la percezione di trovarsi a guardare una serie dal grande potenziale e che parte con i migliori presupposti. L’ambientazione, segnata principalmente dall’affascinante Key House, crea un’atmosfera misteriosa dai tratti lovecraftiani e fin dai primi momenti rimaniamo incuriositi dalla ricerca delle chiavi magiche e dalla scoperta dei loro poteri. Vogliamo scoprire quali altre chiavi esistono, a quali abilità permettono di accedere e qual è il segreto che nascondono. Però, mentre i tre giovani protagonisti cominciano ad entrare in possesso delle chiavi e a sperimentarne i poteri, la serie comincia a perdere colpi.

Le azioni sconsiderate, stupide e imbarazzanti dei due fratelli maggiori mettono infatti in seconda luce gli elementi horror e mistery della serie, portando alla luce quelli più deboli e mal scritti. Rispetto al fumetto, molto più cupo, la serie di Netflix racconta più i tipici cliché della narrativa teen, spostando l’attenzione sulla vita liceale dei due fratelli più grandi e sulle loro difficoltà nell’instaurarsi in una nuova città e nell’affrontare le problematiche derivanti dalla morte del padre.

In questo contesto, è proprio il bambino più piccolo ad apparire come il membro della famiglia più intelligente e maturo il quale, a suo modo, tenta sempre di fare la cosa giusta nel modo più intelligente. Attorno a lui, invece, adulti e adolescenti compiono azioni illogiche, scadendo in alcune scene imbarazzanti che ti spingono a mandare avanti la serie.

Locke and Key personaggi

Fra tutti, l’elemento più debole della serie risulta essere il personaggio di Kinsey Locke, interpretato da Emilia Jones. Per quanto, infatti, l’attrice risulti piuttosto promettente e capace, soprattutto per merito del suo sguardo espressivo, la scrittura del suo personaggio risulta mal concia e illogica. Le sue azioni, infatti, risulteranno stupide e fastidiose, ma soprattutto incoerenti rispetto agli avvenimenti della serie televisiva, che tenta di giustificarle maldestramente.

Qualcosa è andato storto

Una storia, quindi, che perde di credibilità a causa dei personaggi mal scritti, dei dialoghi imbarazzanti e di un’eccessiva presenza di scene ed elementi tipici della narrazione teen-drama, anch’esse trattate male. Locke & Key si spinge addirittura ad affrontare argomenti complessi come l’alcolismo, ma lo fa in modo superficiale e per nulla realistico, raccontando una verità ben diversa da quella reale, solo per giustificare un elemento cardine della storia.

Locke and Key

Anche il finale risulta forzato e mal scritto. Qui assistiamo ad uno degli errori di sceneggiatura più grossolani, quando vediamo i tre protagonisti lottare contro le ombre e sconfiggerle con la luce, quando in realtà sono proprio le fonti di luce ad originare le ombre. Ci appare così costruito con l’unico obiettivo di creare i presupposti per una seconda stagione, quando in realtà avrebbe potuto concludersi.

Forse è tutta colpa di una narrazione troppo veloce, o di un numero di episodi non sufficienti a sviluppare gli elementi narrativi in modo più opportuno e significativo, benché siano numerose le scene inutili e mal scritte di cui la serie poteva fare a meno. Forse, se la serie fosse rimasta più attinente al fumetto, il risultato finale sarebbe stato molto diverso e più apprezzabile.

Nel complesso, però, la serie tratta dal fumetto di Joe Hill risulta un titolo discreto che piacerà sicuramente ai più piccoli e agli adolescenti, anche se lascerà piuttosto deluso chi si aspettava una storia intrigante, ben scritta e dagli elementi horror e cupi forti. Una prima stagione che non ci crede abbastanza e che, invece di portare sul piccolo schermo una storia originale e intrigante dai tratti dark, si sofferma a narrare la vita liceale, come una delle tante serie teen americane.

Non ci resta che sperare in una seconda stagione, già annunciata, più coraggiosa e cupa.

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