Quando si parla di libri di fantascienza, il pensiero corre quasi sempre all’estero: Asimov, Dick, Herbert, Le Guin. Eppure, la fantascienza italiana ha una storia lunga e una produzione contemporanea vivacissima, che spesso non ha nulla da invidiare ai grandi nomi stranieri. Il problema è che la si conosce poco: schiacciata dalle traduzioni e confinata per decenni nelle edicole di Urania, raramente conquista le prime file degli scaffali.
Per questo abbiamo raccolto dieci libri di fantascienza italiani da recuperare: classici che hanno fatto scuola, vincitori del Premio Urania e titoli recenti di editori indipendenti. Viaggi nel tempo, macchine pensanti, coscienze replicate, alieni mutaforma e perfino un viaggio sulla Luna in compagnia di Astolfo: c’è un po’ di tutto, e tutto nato da penne italiane.
10. Lungo i vicoli del tempo di Lanfranco Fabriani
Protagonista è l’agente Mariani, che oltre a nemici e paradossi deve fare i conti con rivalità d’ufficio, capi poco comprensivi e colleghi non sempre limpidi. È questa la carta vincente del romanzo: il viaggio nel tempo raccontato attraverso dinamiche da apparato pubblico molto riconoscibili, dove la classica corsa contro il tempo diventa solo una mossa in una partita ben più complicata.
Il romanzo ha vinto il Premio Urania e ha dato il via a un ciclo: il seguito, Nelle nebbie del tempo, ha bissato il Premio Urania e conquistato anche il Premio Italia. Oggi la serie è ripubblicata da Delos Digital, quindi recuperarla è facile. Curiosità: nel racconto Il cerchio di paglia Mariani incrocia la strada nientemeno che dell’inquisitore Eymerich, protagonista del nostro primo posto.
9. Hyperversum di Cecilia Randall
La trilogia di Cecilia Randall, pubblicata da Giunti, ha superato le 200.000 copie vendute in Italia ed è diventata un piccolo caso editoriale tra i lettori più giovani. Il segreto sta nell’incastro tra il viaggio nel tempo di stampo fantascientifico e un romanzo storico e cavalleresco documentatissimo: battaglie, tornei, intrighi di corte e amicizie messe alla prova. Il successo ha portato anche a una seconda trilogia, Hyperversum Next, che parte da una Phoenix del futuro prossimo.
È la lettura ideale per chi ama il Medioevo e vuole avvicinarsi alla fantascienza senza dover affrontare subito astronavi e fisica teorica.
8. Il grande ritratto di Dino Buzzati
Pubblicato nel 1960, Il grande ritratto è considerato il primo romanzo italiano dedicato all’intelligenza artificiale, e letto oggi fa un certo effetto. Buzzati, però, non è interessato ai circuiti: il cuore del libro è un segreto personale di Endriade, che lega la macchina al ricordo di una donna amata e perduta. Da qui nasce una storia inquieta, sospesa tra fantascienza e tragedia, che si interroga su che cosa sia una coscienza e su quanto possa soffrire qualcosa che pensa ma non ha un corpo.
È un romanzo breve e poco conosciuto rispetto al Deserto dei Tartari, ma vale il recupero: chi ha visto Ex Machina o Her scoprirà che uno scrittore italiano si era posto le stesse domande più di sessant’anni fa.
7. Il senno perduto di Nikolas Dau Bennasib
Uscito per Lumien a fine 2025, è un romanzo di oltre cinquecento pagine che non rifà Ariosto scena per scena, ma ne rilegge il nucleo: la follia, l’eroismo, la perdita di sé. Il tono è cupo e fisico, il cavaliere è stanco e ferito, e la voce narrante in prima persona lascia il lettore smarrito quanto il protagonista. Tra automi, gigantesse e paesaggi lunari, è il titolo più vicino al fantastico di questa lista: una contaminazione tra epica cavalleresca e immaginario fantascientifico.
Una lettura impegnativa, che dimostra quanto la nostra tradizione letteraria possa ancora nutrire il genere. Per gradimento, avrei voluto piazzare questa splendida ambiziosa avventura fra i primi posti, ma essendo la lettura una contaminazione di generi (c’è il fantasy, ma anche elementi weird e horror) l’ho retrocessa un po’, anche se proprio il suo non essere “la solita fantascienza” è fra gli elementi di maggiore forza di questo romanzo incredibile!
6. Nessuna giustificazione di Enrica Zunic’
Enrica Zunic’ usa la fantascienza per ciò che sa fare meglio: spostare in altri tempi e su altri mondi quello che accade già oggi, per costringerci a guardarlo senza filtri. Non a caso l’edizione Delos contiene in appendice alcune interviste dell’autrice a rappresentanti di Amnesty International.
Non è una lettura da ombrellone, ma è uno di quei libri che restano addosso a lungo e che dimostrano come la fantascienza italiana sappia essere anche impegno civile.
5. Dimenticami Trovami Sognami di Andrea Viscusi
Pubblicato da Zona 42 nel 2015 e riproposto in una nuova edizione nel 2024, il romanzo è diviso in tre parti che alternano passato e presente, diario e dialogo, con la figura enigmatica del Dottor Novembre, specialista dei sogni. L’idea di fondo è vertiginosa: un universo che riscrive continuamente sé stesso, in cui chi imparasse a governare questa riscrittura potrebbe cambiare il presente, il futuro e perfino il passato.
È fantascienza speculativa ma anche profondamente emotiva, che parla di memoria, di amore e di ciò che desideriamo davvero. Chi ha amato Se mi lasci ti cancello si sentirà a casa. L’autore, oltre ad essere uno dei divulgatori più noti e apprezzati di fantascienza in Italia, nonché un eccellente editor di narrativa sci-fi, è anche il co-autore del saggio di Anatomia della fantascienza.
4. Protocollo Uchronia di Nikolas Dau Bennasib
Il romanzo d’esordio di Bennasib (Lumien, 2022) corre su tre linee temporali e intreccia ucronia, postumanesimo e intrigo religioso attorno a una domanda: è davvero possibile costruire un mondo ideale per tutti? E quanto saremmo disposti a fare pur di non morire?
Chi arriva alla fine di Protocollo Uchronia e vuole saperne di più può proseguire con Progetto Parousia, che allarga la storia con nuovi punti di vista e un ulteriore salto nel futuro. Un vero gioiellino!
3. Ogni cosa e nessuna di Nicoletta Vallorani
I protagonisti sono due, Giuda e Medusa. Medusa è un’identità aliena, non legata a un corpo fisico e capace di mutare forma, che attraversa le società umane in una serie di reincarnazioni. Attraverso il suo sguardo estraneo, il romanzo mette al centro il punto di vista femminile sulla storia, il conflitto tra chi esercita il potere e chi si prende cura degli altri, e soprattutto il tema della maternità.
Il dialogo con Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, uscito esattamente quarant’anni prima, è dichiarato, così come la rilettura del mito di Medusa, che trasforma la propria condanna in un’arma. Il libro è stato selezionato anche per il Premio Campiello: un bel segnale per tutta la fantascienza di casa nostra.
Consigliamo vivamente di recuperare tutte le opere dell’autrice, molto probabilmente la penna migliore, e più interessante del panorama fantascientifico italiano attuale.
2. Le cosmicomiche di Italo Calvino
Ogni racconto parte da un’ipotesi scientifica, riportata in apertura, e la trasforma in una storia comica, malinconica e piena di immaginazione. In La distanza della Luna, per esempio, il satellite è così vicino alla Terra che lo si raggiunge con una scala appoggiata su una barca. È fantascienza nel senso più letterale: la scienza diventa il punto di partenza per raccontare l’essere umano, i suoi amori e le sue nostalgie.
Se qualcuno vi dice che la fantascienza italiana è un genere minore, regalategli questo libro.
1. Nicolas Eymerich, inquisitore di Valerio Evangelisti
Aragona, 1352. Il domenicano Nicolas Eymerich viene nominato inquisitore generale e si mette subito al lavoro con la determinazione che lo renderà temuto da amici e nemici: un culto pagano sembra rinato dal nulla, e attorno a lui si moltiplicano fenomeni che nessuna teologia sa spiegare. Eymerich è freddo, calcolatore, spietato, ma anche lucidissimo: un antieroe che il lettore impara a seguire con un misto di ammirazione e disagio.
Ed è qui che entra in gioco la fantascienza. Il romanzo, infatti, non resta chiuso nel Trecento: alterna la vicenda dell’inquisitore ad altre due linee narrative lontanissime nel tempo. Nel futuro, l’astronave Malpertuis, mossa da forze psichiche, viene spedita nel passato alla ricerca di una reliquia e finisce per errore proprio nel 1352. Nel nostro presente, intanto, lo sfortunato Marcus Frullifer cerca di far prendere sul serio una teoria scientifica rivoluzionaria, la psitronica. Capire come queste tre storie si tocchino è il vero motore della lettura, e quando i fili si annodano l’effetto è spiazzante.
Evangelisti parte da una figura storica reale: l’Eymerich vissuto tra il 1320 e il 1399, autore del Directorium Inquisitorum, il manuale che per secoli ha guidato il lavoro degli inquisitori. Su questa base costruisce un personaggio che diventa il pretesto per parlare di potere, fanatismo e controllo delle coscienze, temi che dal Medioevo arrivano fino a noi senza perdere un grammo di attualità.
Il romanzo ha vinto il Premio Urania, è uscito nella collana nel 1994 e ha dato il via a uno dei cicli più amati della fantascienza italiana, tradotto all’estero e proseguito per oltre vent’anni. Se dovessimo consigliare un solo libro per dimostrare che la fantascienza di casa nostra sa competere con quella straniera, sceglieremmo questo: un intreccio tra romanzo storico, thriller, horror e fantascienza che, a trent’anni dall’uscita, non ha ancora trovato davvero degli imitatori.
Fantascienza italiana: da dove cominciare?
Se volete partire dai classici, Calvino, Buzzati ed Evangelisti sono ingressi perfetti e molto diversi tra loro: il primo leggero e poetico, il secondo malinconico e inquieto, il terzo oscuro e ricchissimo di tensione. Se cercate avventura, Fabriani e Randall vi faranno viaggiare nel tempo con il sorriso. Se invece volete scoprire cosa si muove oggi tra gli editori indipendenti, Vallorani, Viscusi e Bennasib mostrano quanto la scena sia viva e coraggiosa.
Oggi, per fortuna, sono tante le case editrici a dare spazio e valore alla fantascienza italiana, come Zona 42, Lumien, Moscabianca e Delos Digital.
E voi? Quali libri di fantascienza scritti da italiani aggiungereste alla lista?
Scrivetecelo nei commenti!

