Ci sono libri che ti sorprendono fin dalle prime pagine, altri che nel finale si rivelano in sorprendenti colpi di scena che ribaltano magistralmente la narrazione, altri ancora che necessitano di essere capiti e metabolizzati per giorni dopo la lettura, perché ti lasciano addosso suggestioni e riflessioni. Il senno perduto, nuovo libro dell’autore napoletano Nikolas Dau Bennasib, già noto per la dilogia fantascientifica Uchronia VR (avevamo parlato del suo primo volume, Protocollo Uchronia), riesce a essere tutte queste cose insieme: a immergere fin dal primo istante in una storia potente ed evocativa, a sorprendere a ogni capitolo (ognuno gestito con grande acume e scaltrezza) e a costringere il lettore a rivedere ogni evento in base alla nuova chiave di lettura di cui ci si appropria nelle ultime pagine.
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Indice
La trama de Il senno perduto
Il romanzo inizia in medias res con un combattimento sanguinoso, violento e senza scampo. Tanto a senso unico che… il protagonista muore. Quello che capirà il lettore, insieme allo stesso Astolfo, è che quella non è affatto la prima volta che Astolfo muore, ma una delle tante che si sono susseguite. A sconfiggerlo è un avversario (non vi dico altro per non rovinarvi l’esperienza di lettura) temibile, il primo di nove virtù che gli si pongono davanti bloccargli la strada. Per accedere alla Valle, dovrà sconfiggere tutti gli avversari, non soltanto in prove fisiche e combattimenti, ma anche in prove di astuzia e retorica. Ma come recuperare il Senno, se continua a morire e tornare in vita in un ciclo infinito senza essere in grado di sconfiggere il primo invincibile avversario?
Un’ambientazione folle dalle forti suggestioni soulslike
Fin dal primo atterraggio sulle pagine del libro, si percepisce un’atmosfera estremamente vivida e allucinante. L’insolita luna immaginata dall’autore è composta da luoghi delle ambientazioni molto differenti, ognuno sorprendente a suo modo. Le ambientazioni hanno un forte richiamo ai videogiochi soulslike, per tutta quella componente tetra, minacciosa, ostile e grigia. Sono molto forti i rimandi alle avventure videoludiche come Dark Souls 2, che lo scrittore è riuscito a rendere in modo immersivo. La sensazione è di essere davvero lì, sulla luna, a combattere mostri in boss fight impossibili.
Un miscuglio perfettamente riuscito tra immaginario weird e dark fantasy. La storia è inoltre disseminata di indizi e dettagli che spezzano l’ambientazione con suggestioni diverse e insospettabili, che modificano la storia e lasciano addosso un senso di straniamento e confusione, elementi necessari per comprendere i conflitti interiori del protagonista e che verranno poi schiariti nelle ultime pagine del romanzo.
Ben più di un retelling: un moderno poema sci-fi di grande valore!
Se Il senno perduto è senza dubbio un retelling dell’Orlando Furioso, è anche vero che definirlo solo in quanto tale sarebbe estremamente limitato. Al contempo, è in realtà impossibile parlare di questo romanzo a chi non ne ha finito la lettura. Sono infatti numerosi gli spoiler che si sarebbe costretti a fare, e io voglio evitare, perché credo finirebbero davvero per rovinare la lettura. Questo romanzo va invece vissuto con lo stesso straniamento di Messere Astolfo. Storia, sistema magico, colpi di scena e snodi narrativi vanno letti e vissuti tramite la percezione del protagonista, un passetto alla volta: proprio il suo punto di vista, infatti, renderà ancora più nitida e vera l’esperienza vissuta su questa luna immaginaria.
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Ci troviamo davanti, però, a uno dei libri più ambiziosi mai letti, una storia che non pensavo potesse essere scritta e che presenta alcuni elementi (per chi l’ha letto, La voce) coraggiosi e impegnativi. Già solo per essere riuscito a rendere credibile, suggestivo ed emozionante le numerose boss fight, dinamica appartenente a tutto un altro media, questo libro si meriterebbe tutti gli apprezzamenti possibili. Ma nel Senno perduto non c’è nulla di fuori posto, da una storia inizialmente lineare e semplice a una rilettura e sfaccettatura intelligente e magistralmente gestita, dai personaggi alla scrittura (seppur qualcuno potrebbe ritenerla a tratti ostica, volontà ricercata). Una vera e propria avventura immersiva e sconvolgente, da divorare e consigliare.
Un vero e proprio poema cavalleresco moderno a metà fra fantasy e fantascienza, una storia stratificata che dosa scontri e violenza con scene di grande introspezione e riflessione. Perché quello che il lettore avrà modo di capire, durante la lettura, è che Il senno perduto non parla soltanto di battaglie feroci e meravigliosamente descritte, ma parla anche di identità, rimorsi, sbagli. Parla di di Astolfo, e parla di noi. Ora devi per forza leggere il libro per scoprire come!



