Le notti di Cliffmouth recensione

In Italia ci sono ancora tantissimi lettori che credono che gli scrittori nostrani non sappiano scrivere fantasy e che questo genere appartenga agli scrittori esteri. È un pregiudizio piuttosto radicato e diffuso, ma potremmo aver finalmente trovato la cura. A questi lettori bisognerebbe somministrare la lettura di Le notti di Cliffmouth: luci verdi dall’inferno, romanzo dark fantasy di Mattia Manfredonia, scrittore italiano alla sua prima prova, che possiamo considerare, senza ombra di dubbio, un successo a pieni voti.

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Il romanzo, dal sottotitolo Luci verdi dall’inferno, è il primo della dilogia de Le notti di Cliffmouth, ed è stato pubblicato l’8 dicembre da Lumien, giovane casa editrice specializzata in narrativa fantastica italiana. Abbiamo letto il libro, arrivatoci a casa insieme ad alcuni splendidi gadget (tra cui una mappa double-face), appena uscito, e ne siamo rimasti davvero sorpresi. Quindi mettetevi comodi, perché stiamo per portarvi a visitare Vespria… E non so se siete pronti!

La trama di Luci verdi dall’inferno

La vicenda si apre con l’arrivo di Cordelia e Hazebelle, due Dame del Cordoglio, un ordine di cacciatrici di streghe e maligni, alla Bruma Smeralda, una delle poche locande rimaste aperte di Cliffmouth, una piccola cittadina avvolta nel mistero. Qualcosa di strano, infatti, sta sconvolgendo il villaggio. Insolite sparizioni e strani avvistamenti nella nebbia stanno tenendo distanti i turisti e i viaggiatori. Per questo un’antica conoscenza delle Dame, spaventata dall’idea di essere la prossima a scomparire, decide di chiamarle, così che la aiutino a indagare e a scoprire cosa stia davvero accadendo. A Cliffmouth, infatti, sembra che non ci si possa fidare di nessuno. Ogni abitante sembra avere qualcosa da nascondere, qualcosa che potrebbe renderlo colpevole.

Mentre le Dame indagano, l’occhio del narratore si sposta, trasportando il lettore a bordo della Floating Burrow, un galeone che sta navigando sul Mar dei Sussulti, pronto per approdare a Krakenfalls. Un ultimo ordine del comandante, però, fa virare la nave, che approda a Cliffport, piccolo porto sotto la rupe di Cliffmouth. Karjack, il primo ufficiale, entrerà in contatto con alcune stranezze, fuori e dentro la nave, e si ritroverà costretto ad andarsene dal porto, insieme a Jim, il comandante. Il loro arrivo a Cliffmouth, però, non sarà affatto semplice!

Le strade dei personaggi finiranno così per incontrarsi e mischiarsi e i loro affari e problemi personali prenderanno tutta un’altra piega, quasi appartenessero ad un unico filo conduttore.

Un thriller fantasy splendidamente architettato

Le notti di Cliffmouth libro dark fantasy italianoIl romanzo è diviso in cinque parti e spazia abilmente da un gruppo di personaggi all’altro, raccontando in modo astuto una storia le cui azioni fondamentali avvengono in simultaneo e in aree geograficamente distanti. La trama e il suo sviluppo sono i primi elementi che il lettore può prendere in considerazione per valutare la validità del libro, e se ne rimane fin da subito piacevolmente stupiti. L’autore, infatti, diluisce tanti piccoli dubbi, indizi e scene spettacolari e misteriose che mantengono il lettore costantemente sull’attenti, incuriosito da quanto sta avvenendo. Per quanto gli eventi avvengano linearmente, riceviamo continuamente informazioni dal passato, non soltanto attraverso le parole e i ricordi dei personaggi, ma anche attraverso la lettura di lettere e diari, e piano piano costruiamo una nostra idea degli eventi, seppur immersa nella nebbia del mistero e dell’occulto. Eventi straordinari accadono e man mano che si procede nella lettura le atmosfere si scaldano, il nemico si fa più presente, i misteri più fitti, l’orrore più vero.

Le notti di Cliffmouth è la definizione di climax: una storia che cresce capitolo dopo capitolo e che è capace di trascinare il lettore all’interno delle sue tenebre.

L’autore, con questa prima parte della sua storia, riesce a incuriosire, soddisfare e emozionare il lettore, trasmettendogli un’atmosfera di ignoto e tensione e raccontandogli eventi sorprendenti dalle tinte horror-gotiche. Lo scrittore riesce anche a costruire in modo intelligente l’indagine e il mistero sul quale stanno indagando le Dame, distribuendo indizi e disseminandone dettagli che solo il lettore più attendo può cogliere.

Quando si inizia a leggere il libro di Mattia si ha la netta sensazione di trovarsi davanti ad uno di quei romanzi in cui non si deve dare nulla per scontato. Ogni elemento, anche il più superficiale, può rivestire un ruolo fondamentale nella storia delineata dall’autore.

Una schiera di personaggi che ribalta i tropi fantasy

Sono senza dubbio i personaggi l’elemento più forte e riuscito di questo romanzo dark fantasy. Per quanto tutti gli elementi siano gestiti in modo maturo ed efficace, la caratterizzazione, varietà e originalità dei personaggi è su tutto un altro livello. Partiamo con il dire che il romanzo è corale e per quanto sia possibile, in effetti, valutare Cordelia come protagonista, tutti i personaggi hanno un ruolo preciso e molto spazio. Fra i personaggi più apprezzabili figurano senza dubbio Karjack e Edward, due “creature” (passateci il termine) davvero uniche nel loro genere, sorprendenti, sopra le righe, sfaccettate e tremendamente vive. Ogni volta che leggiamo un loro passaggio li sentiamo vicini e, soprattutto, riusciamo a capirli. Tutti i personaggi di questo libro, infatti, sembrano essere reali e sono credibili in tutto ciò che fanno e dicono. L’autore è stato davvero bravo a bilanciarne la composizione, arricchendo le loro caratteristiche di pregi, difetti e tratti unici. Non c’è un personaggio simile all’altro in questo romanzo e tutti sono tendenti al grigio.

Una prima prova che fa ben sperare!

Oltre alla composizione della trama e dei personaggi non si può non nominare l’ambientazione, molto atipica per la narrativa fantasy. In questo libro dalle atmosfere misteriose e occulte ci troviamo catapultati in una cittadina la cui ambientazione ricorda molto la parte più gotica dell’Inghilterra del 7-800. L’autore ci descrive alla perfezione le società che vivono da una parte e dall’altra del Mar dei Sussulti e riesce a farci immergere nel suo mondo grazie alle deliziose e poetiche descrizioni su cui spesso si sofferma. Ad essere riuscita non è però soltanto l’ambientazione e la geografia del mondo, ma anche la tipologia di creature che la vivono, i loro rapporti, il livello socio-culturale e quello scientifico-tecnico e la convivenza di razze diverse (orchi, elfi, gnomi, ec..).

Nella lettura de Le notti di Cliffmouth capita spesso di imbattersi in un elemento classico del genere fantasy, ma questo è inserito in modo completamente diverso e costruisce un’armonia atipica e piacevole. Altro elemento originale della storia di questo primo volume è il sistema magico. In parte lo definiremmo hard, perché comprendiamo esserci delle regole ferree alle quali deve sottostare, molte delle quali legate alle parole, vincolo per poter esercitare la magia, ma il risultato finale è più simile ad un sistema soft, più sognante, meno tecnico. Di cose magiche ne accadono moltissime in questo libro, ma il lettore rimane con la sensazione di non avere ancora tutti gli elementi per comprendere cosa e come è avvenuto.

Per concludere, Luci verdi dall’inferno è una prima opera riuscitissima, un romanzo fantasy dai tratti thriller e horror che porta il lettore a perdersi fra le sue pagine. È una lettura entusiasmante, misteriosa e divertente, perfetta per accompagnare le fredde serate di dicembre.

Non ci resta che aspettare il secondo volume, nella speranza che arrivi presto!

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