Da pochi giorni è finalmente uscita al cinema l’ultima fatica di Christopher Nolan, la pellicola più complessa e ambiziosa del regista. L’intera filmografia di Nolan è un macchinoso percorso che fin dai primi passi poggia le basi per Tenet. Ogni film precedente, da Following (1998) a Interstellar (2014) è una continua sperimentazione, un tentativo di affrontare il tema del tempo in modo credibile, scientifico e, soprattutto, spettacolare.

Perché il Cinema di Nolan è quasi tutto incentrato sul tempo. Lo è nella trama, come in Inception e Interstellar, e lo è nel montaggio, come in Memento e Following, pellicola di debutto dalla trama semplice ma resa intrigante grazie al montaggio temporalmente non lineare. È la chiave autoriale del regista, il suo marchio di fabbrica, quello che trasforma i suoi blockbuster in pellicole impeccabili da studiare e ammirare tanto per l’impeccabilità del reparto tecnico che per l’ambizione e complessità delle trame.

Vero, ci sono stati dei piccoli errori nel percorso. Qualche sbavatura, qualche soluzione un po’ troppo distante dalla sua idea di cinema (il finale di Interstellar vi dice qualcosa?) ma, oggi, possiamo dirlo: Nolan c’è riuscito. Tenet ha rivoluzionato il cinema. Perché, prima di lui, un film del genere non sarebbe mai stato possibile, forse neanche pensabile.

Siediti in sala, e comincia a correre

Se questa recensione fosse simile al film, alla fine della lettura ti troveresti in piedi, col cuore in gola e la sensazione di aver letto la migliore recensione degli ultimi anni. Perché è questo Tenet, uno dei più grandi esempi di cinema odierno nonché il capolavoro che per anni Christopher Nolan ha cercato di dirigere, e scrivere. È il coronamento dei suoi studi, della sua carriera.

Tenet film

Ma è soprattutto una corsa, un film dinamico che non lascia il tempo allo spettatore di porsi domande. Un film che rivoluziona il concetto di struttura di una storia e che attraverso un ritmo incalzante mantiene l’adrenalina dello spettatore costantemente alta. Non hai il tempo di distrarti: ogni secondo è fondamentale.

Tenet inizia, e per certi versi finisce, con la cold open all’opera. Una prima scena di azione, girata in modo sublime assieme ad effetti sonori spettacolari che accompagnano la corsa del protagonista, che segnerà il ritmo dell’intero film. Il tempo, in sala almeno, vola. Quando appaiono i titoli di coda lo spettatore e fresco, ne vorrebbe ancora. Perché per quanto complesso, per quanto difficile, è impossibile non rimanere catturati dalla spettacolarità del film e della sua potenza visiva e sonora. Ancora prima di metabolizzarlo, con la testa piena di domande, sei certo di aver visto un film magnifico.

Un futuro da scongiurare nel passato

Ma cos’è Tenet? È un James Bond declinato alla maniera di Nolan, un film di spionaggio incentrato su una guerra che forse è già avvenuta o forse deve ancora accadere. Un qualcosa di impensabile, prima di Nolan.

La pellicola inizia con una frenetica cold opening all’opera di Kiev. Il Protagonista, un agente speciale della CIA, viene mandato a salvare un agente compromesso e a recuperare un oggetto non identificato durante un assedio terroristico. Svolta la missione si unisce ai Russi i quali subito capiscono l’inganno. Il protagonista viene torturato, gli vengono cavati i denti, ma pur di non tradire la squadra e rivelare informazioni ingoia una pillola avvelenata. Al risveglio scopre che l’intera operazione di Kiev non era nient’altro che un test, un esame per poter capire chi arruolare nell’organizzazione Tenet. Finisce così in un laboratorio dove ha modo di incontrare la scienziata Laura (Clémence Poésy) e di entrare in contatto con munizioni invertite, proiettili che si muovono indietro nel tempo. Ma non è soltanto qualche caricatore. Esiste una tecnologia che permette di invertire l’entropia degli oggetti, di far sì che questi si spostino indietro nel tempo.

Tenet di Christopher Nolan

Dopo aver reclutato il fisico, nonché agente segreto Neil, un Robert Pattinson semplicemente perfetto, i due individuano in Andrei Sator, un’oligarca russo folle e carismatico interpretato da un fenomenale Kenneth Branagh, l’intermediario con gli uomini del futuro, la minaccia più grande per il mondo intero. Non può mancare la splendida bella in pericolo, una straordinaria Elizabeth Debicki dalla bravura fuori dal normale.

Il tempo è il tema, il soggetto, il mezzo

In Tenet, il tempo viene declinato in ogni suo aspetto ma sempre in modo originale e autoriale. Di esempi di viaggi nel tempo, in cinematografia e letteratura, ne abbiamo a bizzeffe, ma Nolan li affronta in modo diverso. Non è più il tempo ad invertirsi, ma è l’entropia a farlo. Basta questa scintilla per rivoluzionare il tutto e mettere in scena alcune sequenze spettacolari che mandano in tilt il cervello dello spettatore.

Il tempo diviene così il tema centrale del film, il vero soggetto, ma anche il mezzo dell’azione. Ma in Tenet viene rivoluzionato al concetto di tempo a livello di storia. Non ci sono variazioni di ritmo: è un costante incedere di eventi. Perché il tempo non puoi fermarlo, puoi solo subirlo: oppure tornare indietro per cambiarlo.

E nel trattare il concetto di tempo non ci si può non soffermare su tutte le teorie più note che hanno da sempre contraddistinto le storie sui viaggi nel tempo, come il paradosso del nonno, la teoria del multiverso e le varie implicazioni fisiche, come la teoria assorbitore-emettitore di Wheeler-Feynman.

Una missione impossibile, ma compiuta

Una scrittura durata cinque anni ma le cui riflessioni si perdono molto più indietro nel tempo, fin dai primi approcci del regista alla macchina da presa. La storia, l’intreccio degli eventi, è complicatissimo, e se lo è da capire lo è ancor di più da scrivere. Ma Nolan, invece, l’ha pensato, scritto e messo in scena; tutto senza sbagliare un colpo. Perché la sua idea di inversione funziona. Seppur in modo creativo i viaggi nel tempo in Tenet sono credibili e una volta compreso il meccanismo, la storia prende senso e tutti i dettagli si uniscono in un puzzle 3D perfetto.

Non c’è nulla in Tenet che non funzioni.

Complimenti Nolan: ci sei riuscito!

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