Drammatico, delicato e struggente, Violet Evergarden è un lento viaggio di formazione che vedrà la dolce Violet avvicinarsi a sentimenti ed emozioni mai provate prima. Questo splendido anime drammatico è la perfetta fusione fra storia e disegni, l’unione di una sceneggiatura romantica e delicata e di un’animazione sublime dai tratti pittorici.

Una rivelazione piacevole e sorprendente, in grado di stringerti il cuore e farti piangere ad ogni puntata.

Dettagli Violet Evergarden

Nome originale: Violet Evergarden
Autore: Kana Akatsuki
Disegni: Akiko Takase
Numero episodi: 13 (completa) +1 OAV
Genere: Drammatico
Voto: 7.5/10
Puoi vederlo su: Netflix

L’anime, prodotto dalla Kyoto Animation e distribuito da Netflix, è basato sull’omonima light novel di due volumi scritta da Kana Akatsuki e disegnata da Akiko Takase. Assieme all’OAV, recentemente uscito, è previsto anche un film, il quale uscirà nel gennaio 2020.

Trama

In un mondo piegato da una cruenta guerra, Violet, una giovane orfana, viene fatta prigioniera e trasformata in una temibile arma da guerra, un assassino spietato dalle incredibili capacità belliche incapace di provare qualsiasi emozione. Costretta fin da piccola a combattere, Violet si aggrappa all’unica cosa che ha: gli ordini del suo capitano.

Violet Evergarden Trama

A guerra finita, Violet si trova destabilizzata in un mondo che non è capace di abitare, dove si trova a svolgere il lavoro di bambola di scrittura automatica e a perseguire un obiettivo per lei impossibile: riappropriarsi delle sue emozioni e scoprire il significato delle parole “Ti amo”, pronunciategli dal suo capitano prima di morire.

Recensione

Violet Evergarden comincia in sordina, in un placido silenzio come quello che vive la città di Leiden dopo 4 anni di cruenti guerre con l’Impero Gardarik. Violet è disorientata, persa, vuota: la guerra le ha portato via tutto, ma lei aveva solo quella. Violet è una donna incapace di provare emozioni, capace solo di sentire il vuoto lasciato dal suo capitano, e dal desiderio di sentirsi imporre un altro ordine.

Catapultata allo sbaraglio in una città che sta rifiorendo, che si sta rimettendo in marcia e sistemando le cose con il passato, Violet non può far altro che provare a fare lo stesso. A vivere, come le è stato imposto nell’ultimo ordine del suo capitano, e a scoprire. L’anime non è infatti altro che un viaggio che vede la giovane Arma alla scoperta dell’amore e di sé stessa, in una appropriazione della realtà e dei sentimenti che fa male, perché risvegliandoti ti portano a comprendere il dolore e la disperazione del tuo passato.

Violet Evergarden Recensione

Violet Evergarden è un anime che va assaporato, una piccola perla in un oceano di titoli tutti uguali a sé stessi. Violet sa essere una dolce carezza, quanto una cruenta pugnalata al cuore, uno struggente strazio che emoziona e sorprende. A trascinarti nel vortice di emozioni è la delicata e romantica sceneggiatura, che con un uso sapiente delle parole riesce a trasmetterti il dolore della giovane e dei personaggi che incontra, unita alle magistrali illustrazioni e alla superba animazione, che crea un mondo di colori ed emozioni come in un dipinto.

Le immagini si sposano alla perfezione con le parole e ne veicolano tutta l’enorme forza espressiva, in quello che è, a tutti gli effetti, uno degli anime più moderni e ben realizzati per quanto riguarda il comparto grafico, un titolo che vale la pena essere guardato anche solo per la bellezza dei suoi disegni.

Il tocco finale

Infine, dopo un tenue e lungo climax che porta Violet a scoprirsi e a comprendere l’amore, Violet Evergarden si tinge di toni più freddi e adrenalinici, lasciandoci vivere un piccolo frammento di azione, dove finalmente la pericolosa e temuta Arma viene mostrata per quello che era. Ma Violet è cambiata, non è più quell’arma: ora è una bambola, e vuole vivere.

Lasciano a desiderare gli ultimi secondi dell’anime, che senza dire nulla di esplicito lasciano comprendere troppe cose, rovinando tutto ciò che si era creato fra Noi e Violet. Una soluzione poco piacevole, che avrebbero potuto omettere.

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