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Fate/Apocrypha è una serie anime del 2017 trasposta da un ciclo di light novel scritte da Yūichirō Higashide e disegnate da Ototsugu Konoe, ed appartiene al franchise Fate che ha reso celebre in tutto il mondo Type-Moon, una casa di produzione di videogiochi giapponese. Questa serie è ambientata in un universo alternativo rispetto agli altri titoli appartenenti alle Fate/Series e non è da ritenersi canonica.

Dettagli Fate/Apocrypha

Nome originale: Feito/Apokurifa
Autore: Yūichirō Higashide
Regia: Yoshiyuki Asai
Studio d’Animazione: A-1 Pictures
Editore: Netflix
Numero episodi: 25
Genere: shonen, fantasy
Voto: 5,5/10
Puoi vederlo su: Netflix

Trama

La serie è ambientata 60 anni dopo lo scoppiare della Terza Guerra del Santo Graal, terminata con il furto del Graal da parte del mago Darnic Prestone Yggdmillenia. Quando questo proclama la sua indipendenza rispetto all’Associazione dei Maghi della Torre dell’Orologio, scatta una guerra fra la Famiglia degli Yggdmillenia e l’Associazione dei Maghi, intenzionata a punire il tradimento. La nuova contrapposizione crea uno sconvolgimento tale da modificare la stessa natura e Guerra del Graal, che vede ora frapporsi i Rossi, maghi scelti dalla Torre dell’Oologio, e i Neri, Maghi Yggdmillenia, in uno scontro fra 14 Servant, antichi eroi dai poteri inconcepibili, come Achille, Mordred e Sigfrido, e i loro relativi 14 Master, in quella che passerà alla storia come la Grande Guerra del Graal.

Tutti i Servant Fate/Apocrypha

Recensione di Fate/Apocrypha

L’anime, portato in Italia da Netflix, mantiene le stesse promesse delle numerose altre saghe del ciclo di Fate, presentando una delle più magistrali animazioni, estremamente chiare, vivide e impattanti in questo Fate/Apocrypha. Fra i più bei momenti dell’anime affiorano sicuramente i combattimenti fra Servant, che grazie allo studio di animazione A1-Pictures sono realizzati alla perfezione, seppure leggermente sottotono rispetto ai più bei capitoli del Franchising, come Fate/Zero. La regia, in egual modo, ci regala alcune inquadrature molto interessanti e riesce a valorizzare ogni singola situazione, riuscendo a dare il giusto peso ad ogni evento e ad ogni personaggio.

Coraggiosa la scelta dello sceneggiatore del volersi discostare dalla tipica struttura della Guerra del Graal, presentando un nuovo schieramento e numerose sottotrame potenzialmente molto intriganti. L’anime, infatti, si discosta rispetto ai Fate canonici, presentando una prima fase di combattimento in squadre, Rossi contro Neri, e per la presenza di un Governatore (o Ruler), un servant inviato dallo stesso Sacro Graal per supervisionare alla guerra. Yūichirō Higashide, sceneggiatore dell’anime, ha anche il pregio di aver voluto dare un background e una notevole solidità ad ogni singolo servant, presentando 14 eroi molto ben caratterizzati e splendidamente raffigurati grazie ad un reparto di character designer notevoli.

Servant Mordred Fate/Apocrypha

Nello sviluppo della trama, però, lo sceneggiatore si perde spesso e volentieri, inciampando frequentemente sul suo stesso script e affidandosi fin troppo spesso a deus ex machina e giustificazioni improbabili che creano un moto di scontento e sfiducia nello spettatore. La trama di Fate/Apocrypha, nonostante il potenziale veramente notevole e le interessanti promesse che avrebbero potuto trasformarlo in uno degli spin-off non canonici più interessanti e ben realizzati, risulta infine un colabrodo, tanto promettente nelle premesse quanto deludente e banale nella scrittura finale.

Intrigante è l’utilizzo dei Servant, finemente caratterizzati e in grado di creare quello spessore mancante rispetto al filone principale. Nonostante le scelte coraggiose, però, lo sceneggiatore non è stato in grado di sfruttare a dovere questi elementi innovativi, come la presenza del Governatore e dell’Homunculus, poi Master, poi Saber e poi salvatore: due personaggi gestiti malamente intorno ai quali si sviluppano la maggior parte delle insensatezze e dei buchi di trama dell’anime.

Fate/Apocrypha ci prova, cerco di portare una ventata d’aria fresca alla serie Fate e di creare un contenuto coraggioso ed epico, come esprime negli ultimi momenti dell’anime, ma sembra non crederci fino in fondo, scadendo in un contenuto tristemente sottotono. Una serie evitabile per gli appassionati, ma che può piacere e intrattenere chi cerca combattimenti epici ben realizzati graficamente.

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